Nairobi, Utawala - Robert, driver di Alice Village
una grande famiglia
“Vengo dalle zone più povere del Kenya – racconta Robert – quelle al confine con l’Uganda”. Là ho lasciato la mia famiglia, mia moglie e i miei 3 figli”. Robert ha trent’anni ed è il driver di Alice Village, colui che porta tutti i giorni...
“Vengo dalle zone più povere del Kenya – racconta Robert – quelle al confine con l’Uganda”. Là ho lasciato la mia famiglia, mia moglie e i miei 3 figli”. Robert ha trent’anni ed è il driver di Alice Village, colui che porta tutti i giorni i bambini a scuola a Kariobangi e che li riporta, nel pomeriggio, qui a Utawala. Ha una padronanza del pulmino che ha in dotazione davvero straordinaria. Viaggia su queste strade piene di buche e di insidie con una facilità disarmante. Nel marasma di Nairobi, caotica all’inverosimile, pare vada a passeggio “ho fatto 6 anni alla conduzione di un matatu, qui a Nairobi – prosegue – e conosco questa città e il suo traffico come le mie tasche. Il disordine è a livelli incredibili, lo so, ma io sono cresciuto qui dentro, per me è la normalità”.
Purtroppo due anni fa gli capita una disavventura e la racconta con patimento “muoversi qui è un po’ come essere su una giostra, su un autoscontro, ogni istante rischi che qualcuno ti venga addosso, anche i pedoni attraversano sfiorando le auto e i matatu. Non ci sono tante regole, semafori, precedenze, ci vuole piuttosto tanto occhio, tanta attenzione”. E’ indubbio, l’avevamo notato! “Ma quando cadi nelle mani della polizia, sono guai – continua Robert – come quando mi hanno fermato perché superavo sulla destra, occupando parte dello sterrato, dove camminano anche le persone a piedi”. Cento volte non ti dicono nulla, dice, ma quando invece ti fermano, paghi per tutte le altre volte… “Mi hanno ritirato la patente e multato di 12000 scellini (120 euro) che però non avevo. Mi sono fatto 4 mesi di galera ed una volta uscito la compagnia per la quale lavoravo non mi ha più assunto”. Non ha più trovato nessuno che gli desse un matatu da guidare, si è ritrovato, come tanti altri, senza lavoro, senza casa, senza nulla. “Prendo poco qui ora, all’Alice Village – conclude Robert - però qualcosa mi danno e, soprattutto, ho un tetto dove dormire”.
Nairobi: Utawala - Alice Village, una grande famiglia
Robert il driver, Elisha il factotum, George il giardiniere, vivono qui, all’Alice Village. Insieme a loro, in una struttura a fianco, anche Pam e Beatrice, le house mother, vivono qui. Si occupano dei bambini, della loro igiene, seguono i compiti, cucinano, tengono in ordine le camere. Una grande famiglia quella che ruota attorno a Edmond Opondo, il responsabile di Alice Village.
Una struttura che è nata solo nella primavera di quest’anno, che deve ancora crescere tanto. Nell’organizzazione ed anche in generale, perché abbiamo verificato lacune importanti, date forse dalla giovane età della struttura. L’augurio è che queste lacune vengano colmate al più presto, perché Alice Village possa rappresentare davvero una grande opportunità per tutti, quella casa che questi bambini non hanno mai avuto, quella famiglia che non hanno mai conosciuto.
Roberto Rossi
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