Largo ai giovani

la musica ha scoperto un talento quarantenne


Anche quest’anno ha vinto Morgan, anche quest’anno hanno perso Mara Maionchi e Simona Ventura...


anche quest’anno ha vinto Morgan, anche quest’anno hanno perso Mara Maionchi e Simona Ventura. come la scorsa edizione, anche stavolta ha avuto la meglio il conformista trasgressivo, ben capigliato per l’ultima occasione, Morgan, in origine Marco Catoldi.

è riuscito nell’impresa di portare alla vittoria la riesumazione di un canto stile “Binario triste e solitario”, portato da un ormai quarantenne specchiato, anche se leggermente adattato ai nostri tempi, nei vari Claudio Villa, Luciano Tajoli e compagnia bella. quindi, al contrario di quel che dicevano i fratelli Tavani “non è un paese per vecchi”, il nostro è proprio un paese per vecchi. e di stravecchi. purtroppo, spesso, non di pregio.

come nella politica, dove annoveriamo vecchie cariatidi che al confronto il Numero Uno di Alan Ford è un infante; nello spettacolo, dove i più gettonati sono i pippibaudi, i maicbongiorni e le raffaellenazionali; e nello sport, con squadre che basano la loro forza sui maldini&cannavari, quest’ultimo che, giustamente, per raggiunta età, pare rientrerà a giocare in Italia dalla prossima stagione.

certo, ci sono i fenomeni come Fiorello, che giovanissimo non è, ma che può correre di par suo; come Pippo Inzaghi, che dall’alto dei suoi trentacinque rimane sempre il predatore d’area com`era già vent’anni fa; come anche… no, in politica proprio non saprei… avanti i giovani, quindi, come il trionfatore Matteo (equalcosa) che ha portato una superventata di novità nel pezzo che ha portato come inedito, nell’interpretazione dei brani che gli sono stati attribuiti, nella voce poderosamente vecchia stile settantottogiri che ruotavano sui grammofoni.

ma che colpa ne ha Matteo? lui ha fatto la sua parte, dignitosamente, piùomeno, presentando quell’aspetto da tenero che tanto piace agli italiani, andando ad abbracciare la famigliola già nelle prime puntate, facendo cicì-e-ciciò con gli abbandonati figlioletti davanti alle telecamere che chiedevano al babbo di tornare perché a casa mancava molto. ha fatto la sua parte prendendosi dell’incapace ed inetto dal caposquadra Morgan in una frase che sentenziava un “ma và a casa!”, una frase che dettava più o meno così “ora è chiaro il perché sei arrivato a quasi 40anni senza aver combinato un cazzo!”.

ma l’italietta, così sensibile e crocerossina, è subito corsa in soccorso del povero bastonato livornese, sostenendolo a furor di voti. ma và, pensa un po’ che il suo furbacchione capitano non immaginava andasse così, non l’aveva studiata di notte, non pensava che questa mossa avrebbe dato tale esito. mentre i suoi competitor continuavano a storpiare i nomi dei loro “artisti”, tanto che la Maionchi, povera, fino all’ultima puntata non riusciva a chiamare i suoi ragazzi della Valsugana con il loro nome The Bastard Sons of Dioniso, ma si perdeva in improbabili sons of madechissachè! mentre l’altra vezzeggiava sventolando la sua capigliatura un po’ di qua un po’ di là, proponendo scollature che mostravano l’ampio “seno materno” (anche se tale è mai stato), sfoggiando forbite opinioni e pareri su ciò di cui nulla sa.

e così, questo bel ragazzone ricciolosorridente trovava strada spianata per piazzare le sue, comunque intonante, alte vocalità, ben fatte e ben inscenate come solo un certo Cristian dei tempi 70/80 (ultimo dei melodrammaticimelodicitaliani) che di cognome faceva Rossi sapeva fare (i 2 hanno, peraltro, una buona somiglianza - documentarsi per credere -).

ma vabbè, già si erano avute concrete avvisaglie di come sarebbe terminata questa seconda edizione di X Factor. sarebbe stato forse possibile a qualunque altro mago incantatore, che non fosse la fatamorgan, a portare sul palco del programma uno come Andrea ( - inutile riflessione di circa 15 minuti per trovare una discreta definizione - ), ma non solo, farlo poi preferire forse a Ambra Marie o a qualcun altro che, chiunque sia, poteva fargli plinplin in testa in quanto a capacità musicali, originalità e quant`altro. 

bravo, quindi, Morgan che, dopo aver coronato gli Aram Quartet (come chi? ma i vincitori della scorsa edizione, no?), ora ha fatto alzare la coppa al buon Matteo, un nuovo totocutugno con un xfactor che gli era probabilmente scivolato sotto le unghie dei piedi nel corso della sua lunga storia artistica fatta di balere e piano bar (con tutto rispetto per le balere e i piano bar).

bravo Morgan per aver scovato questo talento, per avergli fatto tirar fuori quello che nessuno ha visto e apprezzato (se non gli amanti della tragedia napoletana), bravo Morgan per aver avuto dalla sua parte, e questo è un altro aspetto della Xbufala, anche le case discografiche. bravo Morgan, questo davvero, per aver azzardato Ambra Marie come interprete in un suo stupendo pezzo qual è “Altrove”, tra l’altro da lei bene eseguito. bravo Morgan, questo davvero2, per aver convinto (ma non si capisce come) ad esibirsi sul palco di questo programma degno della televisioneitalianadistato uno come Ivano Fossati, colui che ha regalato il solo vero momento di valore di queste tante, troppe serate. ora staremo attenti a verificare se il vincente Matteo sarà la copia singola degli Aram Quartet (che hanno venduto tanto quanto i Jalisse dopo la vittoria di uno straordinario Sanremo…), o se invece incontrerà il consenso di un pubblico (come quello televotante) che lo premierà con l’acquisto dei suoi futuri dischi, continuando ad incantare con le sue melodie, con le sue occhiolinocantate, con sue nenje del salvador.

comunque buona fortuna Matteo, che ne hai certamente bisogno, perchè un parvenza di sopraggiunto successo ad un`età così avanzata può essere rischiosa, può far pensare di essere un fenomeno. l`augurio di tanta fortuna, che ti segua e non ti lasci mai, quella buona dose di fortuna di cui hai, ora, tanto bisogno, più tu dei vari Yuri, Bastard, Daniele, Noemi, Ambra Marie, e forse anche dei Farias.

Roberto Rossi

tradotta:Marco Catoldi in arte Morgan
Marco Catoldi in arte Morgan

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