Pirla bianco

...non c'è limite alla decenza...


Non mi capita spesso di leggere giornali di gossip, tranne se proprio non me li trovo tra le mani, com’è capitato qualche giorno fa, durante una delle numerose traversate che mi portano dal continente in Sardegna e viceversa...


Non mi capita spesso di leggere giornali di gossip, tranne se proprio non me li trovo tra le mani, com’è capitato qualche giorno fa durante una delle numerose traversate che mi portano dal continente in Sardegna e viceversa. Su una poltroncina giaceva un giornale lasciato lì, che probabilmente aveva istruito un passeggero in precedenza, dal titolo Vanity Fair. In copertina una bella Federica Pellegrini, che all’interno occuperà intere pagine in pose non tipicamente da atleta, mentre all’interno una serie di articoletti e articolucci riempivano, se letti tutti, una “buona” mezzora di “colta lettura”, ma a volte va bene anche questo… si, a volte questo tipo di lettura aiuta a capire tante cose della nostra società, del perché della nostra politica, dei nostri governatori, della nostra miseria.

Anche se a tutto c’è un limite. E quando cado su una pagina dove campeggia al centro il faccione del nostro premier sorridente (e lo credo bene…) scattata in occasione di quel grande triste momento che è stato il G8 svolto di recente a L’Aquila, ho avuto un sussulto (o un conato). Non mi è venuto in soccorso nemmeno il viso di Obama, con il quale il benito dei giorni nostri posava. Proprio no.

Ma il conato si è trasformato in solido quando ho letto (potevo anche non farlo, ma sono un po’ masochista) un pezzo breve, ma devastante anche per lo stomaco più forte, scritto da uno dei leccapiedi (e forse non solo i piedi) del nostro ducetto.

Dopo una presentazione che raccontava il fascino del suo amato, della personalità, del carisma e del fluido misterioso che scorreva nel suo corpo, e di come, proprio per questo, era molto simile al neo presidente degli Stati Uniti, questo esserucolo si cimentava nella composizione di una, secondo lui, poesia. E la dedicava a Barack Obama. Incorniciata dentro un box dalla prestigiosa grafica, con tanto di titolo “Versi diversi”, l’omucolo scriveva così:

Impronta ancestrale

Fuoco purificatore

Cammino spirituale

Perla nera.

firmato Sandro Bondi (pirla bianco)

tradotta:il pirla bianco prega il Silvio nostro che stai ovunque
il pirla bianco prega il Silvio nostro che stai ovunque

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