vivalitalia

a 90°


i mondiali, lo specchio del nostro belpaese, allo sfascio, in mano a potenti arroganti...


Finalmente è terminata l’agonia di una squadra moribonda, tenuta in vita da quel riesumatore di salme che è il modesto Lippi. Quando qualcuno, ma pochi, si erano permessi di fargli notare che la squadra non era in grado di garantire nulla di buono, con appropriate disamine e considerazioni, e quando ancora un pubblico pagante (non da comparsa televisiva che applaude su ordine, ride su ordine, va in bagno su ordine) fischia e contesta una nazionale raccapricciante, il buon “cippolippi” teneva conferenze stampa da indignato, dicendo di vergognarsi a chi si comportava in tal modo, poiché irriconoscenti di quello di cui erano stati capaci pochi anni prima, cioè di vincere un mondiale.
Per questo, secondo sempre “cippolippi”, il mondiale vinto dovrebbe permettere a lui e a chiunque indossi la maglia azzurra, di non essere criticato e fischiato, cioè dovrebbe consentire loro di vivere di rendita.
“Questa gente ha la memoria corta - sentenziava “cippolippi” - dovrebbero avere un po’ più di rispetto per questi ragazzi…”. Tuttavia lo sport, quello giocato, non è la politica, e chi non merita và a casa. La nostra federazione, uno stuolo di menti raffinate, non ci ha messo tanto tempo per mandare a casa Donadoni, accusandolo di incapacità varie. E di richiamare quel “cippolippi” che aveva alzato al cielo la Coppa del mondo 2 anni prima. Ora, dopo la peggiore figura dell’Italia del calcio degli ultimi trent’anni, qualcuno che dall’interno della nostra disastrata federazione abbia le “palle” per salutare e chiedere scusa, quel o quei qualcuno che hanno portato il calcio italiano ad essere rappresentato nel mondo da una squadra di club che schiera, nella maggior parte dei casi, il 100% di giocatori stranieri (allenatore incluso). Gente che, come nel resto dei posti di potere italiani, stanno lì da 50anni. Gente vecchia, intrallazzata, nebulosa, spesso arrogante, sempre troppo potente, quasi imbarazzante.
Via questi, via, a casa, come i nostri azzurri. Via per sempre gente così, gente che fa delle proprie posizione di rilievo, personalismi e stupide prese di posizione, quando va bene, altrimenti malaffari e torbidi interessi.
Hanno vinto chi è stato lasciato a casa? Cassano? Balotelli? Altri? No, loro possono ridersela, ed è giusto così. Ma ha perso l’Italia, tutta. La sua arroganza, la sua presunzione, un’Italia che ha al suo vertice un personaggio esemplare, emblema di questa piccola piccola italietta.
Quella dei bossi, dei calderoli, dei borghezio, gentaglia portata in trionfo ogni qualvolta vanno a far tappa in Austria, Polonia, Germania, o altrove da quel crescente gruppo di malati naziskin, di estremisti di destra dalla testa rasata fuori, vuota dentro.
Gente pericolosa che, comunque, continua ad avere l’ampio consenso degli italiani.
Pover’italia, poveri noi… ma è giusto così, ognuno ha il paese che si merita e, come diceva il buon Luttazzi, siamo un popolo che gode questa fase del nostro paese, la fase 3, quella dell’inculata.
E guai a chi ci vuole drizzare dalla nostra preferita posizione, quella a 90°, perché comunque, quelli che ci stanno dietro e che “lavorano di punta”, lo fanno per il nostro bene, in quanto, una volta sfondati, non sentiremo più nulla.
Auguri, italiani piegati e piagati. E auguri a “cippolippi”, con la speranza che vada ad allenare il Togo, perché là, dove sono un po’ più seri di noi, magari lo cuociono e se lo mangiano.
tradotta:Lippi si appella a San Gennaro
Lippi si appella a San Gennaro

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