martedì 20 agosto 2019

Cassazione: prescrizione per il caso Giampaolo Ganzer

atti di lieve entità…

Cassazione: prescrizione per il caso Giampaolo Ganzer
Il processo al generale dei carabinieri Giampaolo Ganzer si chiude qui, con una sentenza che è specchio della maestrìa delle toghe italiane: fatti di lieve entità, quindi prescrizione.
Il generale, oggi pensionato Giampaolo Ganzer, è balzato sulle cronache (si fa per dire, poiché stampa e tv si sono ben riservati nel dare lo spazio dovuto al fatto) per una condanna che l’accusa aveva chiesto, in primo e secondo grado, di 27 anni di reclusione per associazione a delinquere, traffico di droga, peculato e altri reati.
L’ex generale capo del Ros avrebbe utilizzato mezzi e strutture dell’Arma, oltre che trafficanti di stupefacenti professionali, per inventare brillanti operazioni al fine di acquisire meriti e fare carriera.
Tali operazioni prevedevano la messa in circolazione di stupefacenti in buona quantità, allo scopo di recuperarla attraverso azioni di grande rilievo mediatico che offriva “punti” e visibilità al Ganzer.
Nell’insieme dei fatti c’è anche il giallo di una discreta somma di denaro sparita misteriosamente.

Ma è in appello che si consuma una scenetta tanto disgustosa quanto inopportuna. L’abbraccio e il bacio è stato di quelli fraterni, o comunque di vecchi amici, quelli che hanno condiviso anni di professione, impegnati sullo stesso fronte.
Ed avveniva tra il condannato in primo grado a 14 anni di reclusione Giampaolo Ganzer e il pubblico ministero, Marcello Musso. sono state riconosciute le attenuanti generiche che hanno finito per ridimensionare la pena a 4 anni e 11 mesi. - Agirono per il “fuoco sacro” che li animava - sosterranno i giudici della Corte d’Appello, non per altre ragioni, ritenute dai magistrati più deprecabili. Quindi il “fuoco sacro” spegne, almeno in parte, le responsabilità degli imputati…
Alla lettura del dispositivo larghi sorrisi e manifestazioni d’affetto e solidarietà dell’amico pm Musso, magistrato noto per il suo rigore e per i suoi successi in ambito di criminalità organizzata. 
A volte l’amicizia richiede gesti coraggiosi, che vanno anche oltre gli steccati professionali,  quelli che Musso ha agilmente saltato.

Il 15 gennaio è stata la volta della terza sezione penale della Cassazione con il collegio presieduto da Aldo Fiale, che ha riqualificato i fatti imputati a Giampaolo Ganzer come di lieve entità, e pertanto è scattata la prescrizione.
L’attività di induzione dei fornitori al traffico e all’importazione di stupefacenti, e poi al reperimento di acquirenti (che valeva le imputazioni di detenzione e traffico internazionale di droga), con l’uso e l’abuso della carica di generale e comandante nonché altri reati, si possono configurare quindi, secondo la definitiva sentenza, in fatti di lieve entità. Anche in considerazione delle energie profuse e dei pericoli corsi, azioni poste in atto per una sorta di “fuoco sacro”, piuttosto che per puro carrierismo o per un ritorno economico e di carriera. Amici italiani e stranieri, tutti in piedi, ordinati ed inchinati, recitiamo in coro "Evviva il fuoco sacro dell’Arma, evviva la giustizia, che è uguale per tutti".
Il vomitino, ora, è consentito.

©Roberto Roby Rossi

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