Il viaggio è qualcosa che ci appartiene da sempre, dall’origine del genere umano. E anche da prima. Ancora prima del genere umano il viaggio è, inconsapevolmente, parte integrante di un essere. Il genere animale è viaggiatore, e migra allo scopo di trovare luoghi più idonei alla procreazione, oppure più semplicemente per alimentarsi, per la propria sopravvivenza. Anche il genere vegetale è viaggiatore e per riprodursi, una parte di sé, il polline lascia la propria casa e migra, viaggia verso altri fiori, sospinti dal vento in alcuni casi, portati dagli insetti in altri casi.

Il viaggio diventa così un fatto comune dell’essere; e sopra di noi un altro viaggio continuo e costante è quello che consente la vita, quella delle piante e dei fiori, degli animali, e di noi umani: il viaggio che compiono i pianeti nel il sistema solare, un viaggio perenne e vitale, indispensabile al mantenimento dello stato delle cose.

Così la nostra stessa vita è un viaggio, ed ogni forma di vita comprende in sé un viaggio, dal concepimento alla nascita, dalla nascita alla crescita, dalla crescita al deperimento, dal deperimento alla fine. E poi quello che non conosciamo oltre la fine… un viaggio naturale, continuo, infinito. Un viaggio inevitabile, dentro il quale si è inermi, a volte inconsapevoli.

Di per sé, per sua natura, è quindi chiaro il suo significato, l’immenso e vitale valore del viaggio nella sua più ampia concezione.

Tuttavia il viaggio oggi, nella sua accezione più comune, è sinonimo di vacanza, di turismo, ed è diventato un fatto comune, di tanti. Vissi di Viaggio è per accompagnare il lettore verso mete vicine e lontane, per entrare a conoscenza di civiltà diverse e raccontarne le loro peculiarità, attraverso racconti che sono esperienze vere, vissute dalla gente e qui raccolte.

Si entra dentro la storia, dentro le pieghe di un vissuto, cogliendone l’essenza ma rispettandone l’identità e i sentimenti. Si racconta di luoghi, di genti, di fatti, di storie… tracciandone un profilo, un’identità.

Perché l’identità di un luogo è la sua storia che sopravvive al tempo che passa.

Roberto Rossi

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viaggiare è il modo migliore per salvare l`umanità dei luoghi e per liberarli dall`astrazione e dall`ideologia. E nello stesso tempo anche noi veniamo salvati dall`astrazione e riusciamo a capire quanto possiamo dare ai luoghi che visitiamo, e come possiamo diventare una sorta di piccione viaggiatore - un antiespresso federale, se vogliamo - che trasporta avanti e indietro quello che serve ad ogni cultura.

Pico Iyer

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