lunedì 24 febbraio 2020
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Davide Ovidio Marras batte Golia

Tueredda e Capo Malfatano salve dalla cementificazione

Davide Ovidio Marras batte Golia
Non capita mai, tanto da diventare un caso da prime pagine dei giornali quando Davide batte Golia.
In questi tempi moderni dove il denaro compra ogni cosa, non solo materiale, come l’auto o la casa, ma anche la dignità, la libertà, la pace, prendere atto che Ovidio Marras vince su Caltagirone/Marcegaglia/Benetton/Toti può dare un senso di piacere tale da fare riempire il viso con un largo e goduto sorriso.
I Golia in questione sono il potere assoluto dell’imprenditoria edilizia (ma non solo) italiana, Ovidio Marras è un anziano pastore del sud della Sardegna che ha vinto, non una volta, ma 3 (tre) volte sui Golia.
I Golia avevano deciso che quel meraviglioso angolo di Capo Malfatano doveva diventare loro, che se lo dovevano acquisire per un “megaprogetto 5 stelle lusso”, con hotel e ville per i ricchi del mondo.
Non avevano minimamente preso in esame che qualcuno si sarebbe potuto opporre, i politici locali, regionali, nazionali erano già stati messi nel “preventivo spese”, i compagni di malaffare erano già stati istruiti secondo precisi compiti, mancava la quisquilia della proprietà con la quale si sarebbe senz’altro trovato un “accordo”.
Costruiremo a Tuerredda la nuova Porto Cervo, dicci tu la cifra e noi te la diamo”, hanno tuonato nelle orecchie del buon Ovidio i messaggeri di Golia. La risposta è stata meno tuonante, sintetica ed essenziale “No, grazie”.
Si vabbè, lo sappiamo come vanno le cose - si sono detti i messaggeri - tira pure la corda, gioca pure al rialzo, ma attento che la corda poi si rompe e, caro vecchietto pastore, attento, ti puoi ritrovare senza un centesimo dei milioni che ti stiamo offrendo…
Ovidio però non giocava al rialzo, semplicemente dei loro soldi non glie ne poteva fregar di meno. Capo Malfatano, quell’angolo di Sardegna che aveva calpestato fin da piccolo quando, con il babbo, se ne andava a portare le pecore ed il bestiame, non intendeva venderlo. A nessun prezzo.
Era diventata una vignetta questo anziano pastore sardo di 85 anni che si contrapponeva allo strapotere del denaro, delle multinazionali e degli affaristi. Sui giornali prezzolati, sui media prezzolati, nelle stanze del potere prezzolate si parlava di Ovidio con scherno, ridendo di questo vecchietto che chissà dove voleva andare con questo suo intendimento. Lo avrebbero massacrato lavorandolo finemente ai fianchi, con i politici locali prezzolati, con i giornalisti prezzolati, con gli affaristi prezzolati, i quali, a turno, sarebbero andati a trovarlo per convincerlo che sarebbe stata una follia non accettare questa straordinaria offerta che era mandata dal cielo.
Fermo sulle sue posizioni, il buon Ovidio inizierà a conoscere le aule dei tribunali, la professione degli avvocati, carte bollate e documenti ufficiali e tutto quel grigiore del quale, fino a quel giorno, ne ignorava l’esistenza.
Al contrario, invece, per Golia era il grigiore di tutti i giorni, quello dentro il quale sguazzava a suo agio, come il verme dentro la mela bacata.
Ecco allora avere inizio la battaglia legale, con Golia che schiera in campo avvocati e luminari, studi di fattibilità, prospettive di sviluppo con tanto di slide e immagini in 3D che documentavano come quella colata di cemento di oltre 900mila mq (più o meno un palazzo di dieci piani, e non di morbidezza…) fosse assolutamente nel suo pieno diritto realizzarla.
Ovidio si contrapponeva con il suo “NO, il terreno è mio e non lo vedo, punto”.
La vicenda si sviluppa con alcune posizioni di quotidiani nazionali che, viste le migliaia e migliaia di consensi che arrivavano dalla gente comune a favore del buon Ovidio, deviavano piano piano (per non dare troppo nell’occhio) allineandosi a sostegno del Davide che si contrapponeva a Golia.  
La causa giunge alla prima sentenza, poi ad una seconda, infine in Cassazione, tre gradi tre vittorie. Di chi? di Davide Ovidio Marras che nel corso di un’intervista, all’affermazione di un cronista di un quotidiano locale “questa zona poteva diventare la nuova Costa Smeralda, Capo Malfatano la nuova Porto Cervo”, serenamente come può esserlo solo chi è fuori da questi intrighi di potere, risponde “la Costa Smeralda? Porto Cervo? non so, non ci sono mai andato, sto bene qui…”.

©Roby Rossi

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©Roberto Roby Rossi Olbia - Sardegna rssrrt62m02d150b - cronaca@robyrossi.it - cell. 349.8569627 - skype - robyrossi62 - http://facebook.com/robyrobyrossi - twitter - @robyrossirob
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