sabato 18 gennaio 2020
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7 candidati sindaci per 82 abitanti

55 candidati consiglieri per 67 aventi diritto al voto

7 candidati sindaci per 82 abitanti
Sta facendo il giro d’Italia l’incredibile “caso elettorale” di Carapelle Calvisio, paese dell’aquilano di appena 82 anime dove sono ben 7 i candidati per la poltrona di sindaco e 55 gli aspiranti consiglieri. Riassumendo, perchè state pensando ci sia un errore di battitura, quindi ripetiamolo: Carapelle Calvisio, 82 abitanti, 67 aventi diritto al voto, 7 candidati sindaco, 55 gli aspiranti consiglieri. Praticamente solo 12 persone non sono iscritte nelle liste di questo piccolo comune, nel cuore del parco del Gran Sasso Monti della Laga, a quasi 900 mt di altitudine e circa 30 chilometri da L’Aquila.
Il sindaco uscente e, ovviamente, ricandidato, Domenico Di Cesare, afferma che 3 delle 7 liste sono riconducibili a persone che puntano a giocarsi la poltrona di sindaco, mentre 4 sono invece costituite da appartenenti alle Forze dell’ordine, in particolare poliziotti, carabinieri e poliziotti penitenziari. “È una vergogna – dice Di Cesare – perché tra i candidati c’è chi è di Barletta e lavora a Milano ed evidentemente a Carapelle starebbe più vicino a casa e ai suoi affetti familiari... e comunque intanto si fanno 30 giorni di aspettativa retribuita perché la legge vieta loro di prestare servizio durante la campagna elettorale”.

Il primo cittadino dice di aver scritto una lettera al ministero dell’Interno Alfano, ma non conosciamo la risposta, e nemmeno se la risposta è arrivata. I candidati sindaco di Carapelle Calvisio, secondo quanto reso noto dall’attuale primo cittadino, provengono anche da Susa (nel Torinese), da Rimini e dal comune sardo di Gonnosfanadiga (nel Medio Campidano). "Nulla da ridire, se le candidature fossero state presentate nei rispettivi Comuni di nascita o di residenza – continua Di Cesare - perché è un diritto di tutti candidarsi e voler dare un contributo per il proprio territorio. Molti di loro, però, qui non ci sono mai stati, o forse da piccini o di passaggio... tra i candidati a sindaco – termina il suo sfogo De Cesare - c’è anche una signora di 72 anni che è stata qui per la prima volta solo per autenticare la firma".
Qualche contraddizione anche nelle dichiarazioni di questo sindaco uscente, ricandidato, che cerca di farsi largo tra gli altri 6 contendenti per acquisire il consenso di quei 12 non iscritti nelle liste, quindi che faranno la differenza. 12 abitanti che dovranno scegliere tra 7 candidati sindaco. Di Cesare è il più caldo, il più scandalizzato da questa situazione, ma Di Cesare è parte anch'esso del paradosso, poiché salvo una breve parentesi, è da vent’anni alla guida del piccolo Comune. Sostiene però che tale scelta è stata irrinunciabile, poichè ha visto cadere nel vuoto il suo appello ai giovani a farsi avanti.
Alla luce dell’esperienza del vicino Castelvecchio Calvisio "non potevo mettere a rischio il mio paese - chiude De Cesare – un comune commissariato da un anno dopo che alle elezioni del 2015 l’unica lista in campo, anche in quel caso composta da soli poliziotti, non ha raggiunto il quorum”. Insomma, strane storie di strani paesi, da Castelvecchio Calvisio a Carapelle Calvisio ad un Italia intera in cerca di un minimo di parvenza di credibilità.

©Roberto Roby Rossi

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