lunedì 24 febbraio 2020
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Sciacalli e stragi

diversi tipi di terrorismo

Sciacalli e stragi
Matteo Salvini non perde occasione per dare forza alla sua campagna elettorale e, purtroppo, qualunque evento, anche il più drammatico, è usato per accrescere quel sentimento di paura e di “difendiamoci dal nemico” che è alla base del suo messaggio politico.
Bruxelles è solo l'ultimo esempio, ma in questa occasione il bulldozer padano ha dato sfoggio del sua impavido coraggio andando a sfidare i terroristi islamici con un reportage di guerra dove il soggetto centrale era... la sua faccia!

Una serie di scatti fotografici lo hanno così visto protagonista, da quello che lo immortala davanti ad un militare che imbraccia un fucile, ad un successivo che lo riprende con uno striscione in mano che recita un hastag io non ho paura, per proseguire con un altro flash dove viene ripreso alla discesa di una fermata della metropolitana, per terminare con un video dove si appella ai suoi sostenitori, e a chi ha a cuore l'Italia e gli italiani, per fermare questa guerra...

Nel frattempo venivano snocciolati dai tg, e da più seri e credibili cronisti, una serie di dati che parlavano di morti e feriti, in un crescere spaventoso.
Il popolo dei legaioli era però impegnato sui social, per dare sostegno e conforto al servizio giornalettistico del buon Salvini che inveiva contro “negri” e musulmani, terroristi e jiaidisti, ma anche buonisti e renziani, europa e merkel, dimenticandosi sperò stavolta della fornero.

Preferisco non entrare di più nel merito della questione e riporto solo il termine con il quale tutto il popolo non legaiolo ha voluto appellare questo comportamento: sciacallaggio.
Lo sciacallo, tuttavia, ha continuato e sta continuando in questa pratica, consapevole di quanto sia efficace e faccia presa sul suo elettorato.

La giornata da “inviato di guerra” terminava con un video nel quale l'erede del senatur riusciva a dare il meglio di sé, con la sua nota capacità espressiva e falsamente pacata, per fomentare ancora una volta la sua piccola folla seminando odio verso i nemici, quelli che trent'anni fa erano i “terroni” e roma ladrona, che hanno lasciato il posto poi ai rumeni e agli albanesi, che oggi invece sono i senegalesi, congolesi, somali, etiopi e “negreria varia”, con la new entry di questi ultimi tempi rappresentata dai siriani.

Nella sua invettiva il “difelpavestito” non escludeva nemmeno le scritte in gessetto colorato inneggianti la pace, ma nemmeno le preghiera dei credenti, sostenendo con quella forza tipica del monologo che contro l'isis e i terroristi non serve più pregare, non servono nemmeno i gessetti colorati che mandano messaggi di pace.
Un certo Mauro R. su facebook liquidava così quest'ultimo intervento “tranquillo salvini, anche tu non servi ad un cazzo...”.  
Lapidario Mario R., uno che sa il valore della sintesi.

©robyrossi

N.b.: nel frattempo il web riporta altri precedenti reportage del "matteo inviato di guerra" sfuggiti però a tanti; qui un paio di imagini inedite.

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©Roberto Roby Rossi Olbia - Sardegna rssrrt62m02d150b - cronaca@robyrossi.it - cell. 349.8569627 - skype - robyrossi62 - http://facebook.com/robyrobyrossi - twitter - @robyrossirob
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