sabato 4 luglio 2020
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Mettiamo che...

un pezzo di Laura Basile che ho scoperto grazie a Gabriella Pira

Mettiamo che...
Mettiamo che:
Sono una donna, provengo da una famiglia molto agiata, potrei permettermi di grattarmi la pancia sul divano h24 guardando Netflix, invece decido di studiare, conseguire 4-5 lauree, master, dottorati nelle migliori università del mondo, a 25 anni sono secondo ufficiale sulla nave Ocean Diamond, collaboro con GreenPeace, parlo 5 lingue, a 31 anni finisco a capo di una nave di un'ONG e mi batto per salvare la vita di centinaia di cristiani in mezzo al mare.
Non va bene.
Sono una donna, sono mediamente carina, mio fratello fa il chirurgo plastico, mi faccio rifare tette, bocca e culo, ma nel frattempo studio, mi laureo, studio dizione, portamento, comunicazione e divento una presentatrice, bella, ricca e spigliata.
Non va bene.
Sono una donna, studio fino alla terza media perché non ho risorse per proseguire, inizio a lavorare nei campi, divento una sindacalista a 15 anni, a 20 anni divento coordinatrice regionale delle donne Federbraccianti, mi batto per 30 anni per i diritti dei lavoratori, dei braccianti come me, tratto con proprietari terrieri trogloditi, mi avvicino alla politica, divento prima deputato e poi Ministro e propongo una legge che aiuti i braccianti agricoli, quello che un tempo ero io.
Non va bene.

Essere donna è terribilmente difficile

Sono una donna, sono molto sensibile, mi piacciono i bambini e mi sento molto vicina ai problemi del mondo, studio, mi laureo e nonostante viva in una delle città con più opportunità di lavoro d'Italia, decido di partire per fare la volontaria in Kenya, mi rapiscono, cambio sei covi, mi rasano i capelli, sto 518 giorni chiusa in stanze buie senza vedere la luce del sole, dormo per terra e sono costantemente sorvegliata da uomini armati, mi liberano, non penso a cambiarmi vestito, ho solo voglia di una pizza e riabbracciare mia mamma, mio papà e mia sorella, scendo dall'aereo con ciò che ho indossato per un anno e mezzo, dico che sto bene e che ho cambiato fede.
Non va bene.
Sono una donna, la mia è una famiglia benestante, unita e che crede in me, mi piace la moda e mi piace fotografarmi, creo un blog, i miei follower crescono a dismisura, vengo invitata alle sfilate di moda a Parigi a 23 anni, adesso il mio account Instagram è seguito da milioni di persone, ho due società e collaboro con altre decine, il modo modo di fare marketing si studia ad Harvard, ho un patrimonio netto di 10 milioni di dollari, do lavoro a circa 50 persone senza contare l'indotto, ho un marito, un figlio ed una casa in una delle zone più belle d'Italia.
Non va bene.
Sono una donna, ho 63 anni e sono una giornalista, non mi vesto bene lo ammetto, indosso solo maglie nere o blu con lo scollo a V e tengo i capelli naturali, nella mia carriera ho raccontato il crollo dell'Unione Sovietica e l'inizio della guerra d'indipendenza in Croazia, la guerra in Bosnia e l'assedio a Sarajevo dove ho filmato l'incendio della Biblioteca Nazionale, la strage del pane, il massacro di Markale e il massacro di Srebrenica, sono stata corrispondente in Algeria, Sudafrica, Iran e Albania, in Kosovo durante la guerra, in Afghanistan fino al rovesciamento del regime talebano, in Iraq prima e durante la seconda guerra del golfo, a Baghdad mentre veniva bombardata, negli Stati Uniti e adesso in Cina.
Non va bene.
Il problema non sono Carola, Diletta, Teresa, Silvia, Chiara e Giovanna.
Il problema siete voi.

pezzo di Laura Basile 
(ripreso da Gabriella Pira)

Roberto Roby Rossi


piccola nota personale

Ricordate tal Scilipoti?
Quello della marchetta? 
Ecco, i tanti scilipoti d'Italia e del mondo sono il vero cancro della società. 
Ecco perchè Non va bene























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