giovedì 9 aprile 2020
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Ciao Marco

il signor Hood era un galantuomo sempre ispirato dal sole...

Ciao Marco
E' un mio personale vanto, si, me lo sono sempre riconosciuto e, oggi, alla sua morte, questo vanto è ancora maggiore.
Quello di essere stato vicino, e con lui, nelle battaglie per quei diritti civili che hanno cambiato una società ferma su valori che non erano di tutti, ma che erano imposti a tutti.
Se c'è una parola che più di tutte si lega a Marco Giacinto Pannella è: libertà.
Può sembrare per “alcuni” una banalità.
Forse perchè questi “alcuni”, per questione di età, non hanno vissuto l'Italia degli anni '60 / '70 e questi stessi “alcuni” fuggono il dovere della conoscenza, scritta nei libri, nelle testimonianze, negli eventi, perdendosi così il valore della storia.
Chi ha conosciuto e vissuto quel periodo storico di lotte per il riconoscimento dei più basilari diritti sociali, molti dei quali ancora oggi negati, ha ben chiaro il suo nome, la sua faccia, le sue parole.
Marco Pannella era ed è un simbolo per chi ha creduto e crede che ogni essere umano è un mondo a sé, che merita rispetto, che deve essere libero delle proprie scelte nel rispetto dei diritti altrui.
Che nessuna dottrina, nessuna politica, nessuna religione, morale ed etica che sia, preconfezionata e venduta, può essere imposta come “status”.
il signor Hood era un galantuomo, sempre ispirato dal sole, con due pistole caricate a salve e un canestro pieno di parole...”, così lo canta De Gregori in un suo brano tracciando il profilo vero e sincero di un uomo che ha fatto della sua vita una missione, contro i poteri più forti, contro i dogmi più radicati, contro i sistemi più compenetrati e laidamente opprimenti.
E' stato un leader per quei valori laici per troppo tempo negati, un eroe che ha combattuto, sempre, senza alzare un dito per ferire, la sua arma è stata la “parola”.
Le battaglie erano combattute ponendo il suo corpo come bersaglio, sono famosi i suoi scioperi della fame che portava fino allo stremo delle forze, fino a sfiorare l'ultimo respiro.
Il divorzio e l'aborto sono conquiste sue e di chi, con lui, ha creduto a questi diritti. Le ingiustizie e l'accanimento verso i più deboli, cioè coloro che hanno poca possibilità di essere ascoltati, i casi di Enzo Tortora, la vita impossibile delle nostre carceri ancor prima che alcune commissioni europee venissero a denunciarle sono state sue battaglie, come anche la liberalizzazione delle droghe leggere e altre hanno segnato la vita di Marco Pannella e hanno scritto la storia di un'Italia più giusta e meno bigotta, scoperchiando quell'Italia delle oppressioni, quell'Italia opportunista ed ipocrita.

Marco Pannella ha profuso energie al limite della vita, per rivendicare le libertà individuali, i diritti civili e l'orgoglio laicista, aprendo una strada nuova, fino a quel tempo, ignorata anche perchè temuta, oggi valori che sono lasciati in eredità ad una classe dirigente che deve farsi al più presto portavoce, anche se il declino della politica ha prodotto una società che pare disorientata, sfilacciata e probabilmente incapace di raccogliere degnamente il testimone.

Ma è bello pensare che Marco Pannella ha solo cambiato casa, ma non ha terminato la sua missione e da là, dove si trova ora, vorrà continuare a modo suo, con le sue stesse parole, con la sua stessa animosità e convinzione, la lotta a quei valori di libertà e di pensiero, che un potere alto ed occulto (ma non troppo...) vuole continuare a negare.
Un potere che lo ha combattuto in tutti i luoghi, nelle aule della politica, nelle stanze vaticane, nelle lobby del potere e laddove si annidano tutti quei “generali” in guerra contro un mondo migliore.

Marco Pannella ha segnato un pezzo di storia, scrivendo pagine che raccontano quanto è importante per ogni essere umano l'affermazione dei propri diritti.
E che non solo è importante, ma ha anche insegnato, oltre ogni ragionevole misura, che è anche possibile.
Contro qualunque potere, anche il più oppressivo.

Ciao Marco, ti ricorderò come un grande italiano! E, da là dove sei, ti chiedo di non dimenticarti di noi, di continuare la tua missione.
E sono certo che lo farai...

©Roberto Roby Rossi

  

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