sabato 18 gennaio 2020
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Raccolta fondi per i terremotati: dove finiscono i soldi?

mai sentito parlare di Etimos?

Raccolta fondi per i terremotati: dove finiscono i soldi?
Il gesto è quello compiuto da tante persone come noi, per dare un piccolissimo segnale di vicinanza e di solidarietà. Si compone il numero e automaticamente vengono addebitati pochi euro che andranno, o dovrebbero andare, a favore delle popolazioni vittime di catastrofi naturali.
Il condizionale è però d’obbligo, poiché quell’azione nobile e meritevole, quella sensazione di aver contribuito, seppur minimamente, ad alleviare i disagi che quelle persone stanno patendo, finisce ad essere catalogata nella lunga ed infinita categoria sotto la voce “truffa”.

Perché questo? Semplicemente perché gli euro donati attraverso sms non raggiungeranno mai le vittime dei sismi, delle alluvioni, delle calamità naturali. Mai in modo diretto, mai in modo trasparente, mai in modo pulito. E come quindi?
Un esempio per rispondere a questa domanda: per il terremoto dell'Aquila vennero superati i cinque milioni di euro di donazioni per essere convogliato dalla Protezione civile ad Etimos (leggi fondo testo), un consorzio finanziario internazionale che si occupa di microcredito, che concede “a tassi agevolati” prestiti e finanziamenti a persone e  imprese coinvolte nel sisma.
Si, proprio così, un consorzio finanziario, cioè una delle tante organizzazioni che hanno come primo obiettivo quello di fare fruttare il denaro in virtù di speculazioni finanziarie.

Ed è qui che quando assistiamo a scene di una crudezza devastante per le morti e le infinite desolazione nelle quali cadono intere famiglie e popolazioni, c’è sempre qualcuno che si sfrega le mani con un’avido sorriso sulle sottili labbra. E non sempre deve essere così idiota di parlarne al telefono con l’amico in (sporchi) affari e denunciare la propria felicità…
Attenzione pertanto, perché la malavita e la furbizia di tipico stampo italico agisce, in disprezzo alla morte e alla disgrazia, anche e in forma assai massiccia, anche qui.

Tornando agli oltre 5 milioni di euro raccolti per il terremoto dell'Aquila, 470 mila vennero utilizzati per “oneri riferibili alla gestione del progetto”, cioè presi dalla Protezione Civile ed utilizzati dai vari Bertolaso e compagnia brutta, colui che verrà poi indagato per corruzione e che offrirà la triste immagine del vero soggetto che è nella vicenda delle ultime elezioni comunali della capitale.
Non credo che i tanti generosi donatori, mossi da un senso di umanità e di bontà vera, potesse immaginare che i loro soldi  confluissero in banche e utilizzati per concedere prestiti, attivando quindi un’azione di speculazione, o utilizzati da indagati o candidati sindaco, per “oneri riferibili alla gestione del progetto”.

Cosa possa accadere ora, con l’ultimo terribile terremoto di questi giorni, in riferimento alle donazioni attraverso sms ai numeri predisposti non è dato sapere, però è certo che non saranno utilizzabili direttamente per aiutare i territori colpiti dal sisma, e quindi per quelle persone, quelle famiglie che hanno perso casa e affetti.

Chiudiamo con la bella faccia della nostra Italia, quella dei volontari della Protezione Civile e di tante altre associazioni che in questi giorni sono là, guanti e pala in mano, a scavare o a portare il proprio aiuto, fisico e morale, alla gente colpita, agli anziani, ai bambini, alle mamme e ai papà e a tutti coloro che stanno piangendo i loro morti, parenti o amici, con uno sguardo perso verso un futuro sconosciuto.
Tra loro, tra i tanti volontari, anche emigrati giunti in Italia in cerca del loro domani, i quali hanno chiesto di dare il proprio sostegno ai “fratelli” che in questo momento hanno bisogno di qualunque supporto.
Meno quello delle banche e degli istituti finanziari con i loro loschi e tristi ometti che lucrano sulle disgrazie, più quello delle braccia, degli occhi, del sorriso, delle persone che sono accorse là, dove le macerie hanno distrutto intere vite.

©Roberto Roby Rossi

teremoto e BertolasoEtimos nelle parole del suo presidente Marco Santori
"facciamo microcredito” ci scrive “non beneficienza pura", peccato non dirlo agli italiani…
"…quelle donazioni (terremoto di L’Aquila ndr), Bertolaso le girò al Consorzio Etimos e agli affiliati, tra cui Caritas e banche varie, perché fossero fatte fruttare, com’era già accaduto con lo tsunami nello Sri Lanka e in altre emergenze. Quattro milioni e mezzo di euro, in realtà, perché mezzo milione è stato subito tolto “per pagare lo stipendio di un operatore e l’affitto della sede in via Strinella"...
(qui articolo esteso)

vale a dire che Bertolaso e la “sua” Protezione Civile tratteneva il 10% di quanto donato (si, vi è consentito vomitare) ©rr

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©Roberto Roby Rossi Olbia - Sardegna rssrrt62m02d150b - cronaca@robyrossi.it - cell. 349.8569627 - skype - robyrossi62 - http://facebook.com/robyrobyrossi - twitter - @robyrossirob
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