giovedì 9 aprile 2020
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Chi riuscirà a fare peggio di Obama?

sarà diffficle sia per Hilary Clinton che per Donald Trump

Chi riuscirà a fare peggio di Obama?
Obama ha tenuto il 20 settembre il suo ultimo discorso alle Nazioni Unite, degna conclusione dei suoi innumerevoli fallimenti. “No agli uomini forti e a modelli di società guidate dall’alto”, “Un mondo in cui l’1% dell’umanità controlla una ricchezza pari al 99% non è uguaglianza, capisco che è sempre esistito il divario tra ricchi e poveri ma ora si è acuito”.
Sembrerebbero parole ragionevoli se non fosse che sono state pronunciate da un presidente che durante i suoi mandati è riuscito ad incrementare il controllo delle 5 principali banche sull’economia statunitense dal 40% ai tempi di Bush fino ad oltre il 60%. Pare non gli andasse bene che fosse l’1% a controllare le ricchezze, troppi, infatti si è impegnato a concentrare l’economia nelle mani di 5 banche.
Obama
non è stato un amico delle grandi banche e dei grandi gruppi finanziari, è stato piuttosto diretta espressione dei loro interessi. Certamente nè gli Stati Uniti nè il mondo hanno avuto alcun beneficio dai suoi due mandati di presidenza, probabilmente in futuro verrà ricordato come il peggior presidente della storia americana.

Elencare i suoi fallimenti, dall’Ucraina allo Yemen, elencare le centinaia di migliaia di morti che ricadono sulla coscienza del premio Nobel per la pace è un ardua impresa.
Due per tutti, durante il suo discorso ha insistito sul fatto che “in Siria è difficile che ci possa essere una vittoria militare definitiva” e che bisogna intervenire diplomaticamente per favorire la “transizione”, ovvero dopo oltre mezzo milione di morti insiste sul fatto che il presidente siriano Bashar Al Assad vada rimosso.

Oppure come dimenticare la decisione di appoggiare l’attacco della Francia alla Libia con tutto il carrozzone NATO. Senza l’intervento americano Gheddafi sarebbe ancora lì ed avremmo evitato la tragedia dei migranti, il dilagare dell’ISIS in Medio Oriente  e la guerra continua nel Nord Africa.
Ha attaccato Trump e Putin bollandoli come autoritari: “La democrazia resta il vero percorso da compiere, c’è un crescente conflitto tra liberalismo ed autoritarismo, sarò sempre dalla parte del liberalismo”.
In questo passaggio sembra ignorare il fatto che la sua idea di democrazia liberale, causa della crisi attuale, non è guidata nè da Trump o Putin, ma da 4 agglomerati finanziari detti fondi d’investimento. Infine dice “il mondo oggi si trova davanti una scelta: o andare avanti o tornare indietro”.

Noi ci auguriamo che si interrompa questo processo integrazione globale guidata dai grandi gruppi finanziari e si faccia piuttosto qualche passo indietro, magari nel caso italiano a qualche decina di anni fa. Ma sarebbe ipocrita dare ad Obama tutte le colpe, è come dare al mandante di un omicidio tutta la colpa lasciando impuniti i mandanti. Obama ha deciso ben poco di testa sua, ha obbedito a grandi interessi che si muovono tra Pentagono e Wall Street.
A volte però fortunatamente grazie ai suoi fallimenti è stato piuttosto d’ostacolo ai loro piani. Anzi, possiamo dire senza ombra di dubbio che la più grande eredità da lui lasciata all’umanità sono i suoi più grandi fallimenti. Immaginate quale epocale disastro sarebbe stato se fosse riuscito a far accettare agli europei il TTIP, o se fosse davvero riuscito ad evitare la vittoria del Brexit, o a rovesciare il governo di Assad in Siria trasformandola in un altra Libia, immaginiamo le conseguenze per gli equilibri globali se fosse riuscito a portare a termine il progetto di Gasdotto Qatar – Turchia. Quali disastri sarebbero stati per l’umanità.
Per correttezza bisogna dire che qualcosa di buono ha fatto, forse di sua iniziativa, forse per sbaglio, forse per forza di cose, come l’opporsi al bombardamento in Siria dopo il falso attacco con armi chimiche di Assad (bombardamento fortemente voluto da Hillary Clinton), oppure portare a termine gli accordi nucleari con l’Iran.
Il bilancio però, purtroppo per tutti, resta estremamente negativo, non risulta difficile affermare che con sette guerre e centinaia di migliaia di morti all’attivo, sarà sicuramente difficile per il suo successore fare di peggio.

di Luca Pinasco - website: L'Intellettuale Dissidente

- riporto questo pezzo di Luca che descrive e dettaglia le ragioni di un sentimento di forte tradimento generato da chi, come il sottoscritto, aveva creduto in un uomo che vantava il Premio Nobel per la Pace.
La vicenda Obama è a significare due cose: la prima riguarda la valutazione dell'assegnazione di questi riconoscimenti, evidentemente assegnati "a cazzo di cane", la seconda che non c'è possibilità alcuna di contrapporsi ai poteri forti (o ai poteri oppressivi) da parte di nessuno, ancor più da gente che dagli stessi poteri forti ed oppressivi, sono messi nelle stanze dei bottoni.
Poco importa se a differenza delle sue buone intenzioni, espresse nel corso della sua campagna elettorale, i fatti sono stati poi diametralmente opposti alle parole per ragioni, appunto, di poteri forti e lobby e mondo della finanza e blablabla. Ciò che rimane è il palese tradimento delle aspettative di chi ha creduto il lui.
Ultima precisazione riguarda il passaggio che Luca Pinasco dedica ai grandi interessi che si muovono tra Pentagono e Wall Street, omettendo evidentemente per dimenticanza, l'altra potenza che governa gli sporchi interessi del mondo, e che ne determina le sue condizioni, che si chiama Vaticano.
In sintesi, comunque, è una descrizione chiara ed incisiva sul pessimo governo del settennio Obama, Premio Nobel per la "Pace Eterna".

©Roberto Roby Rossi


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