mercoledì 24 maggio 2017
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Migranti: favorire l'affido temporaneo alle famiglie

Proposta dalla Reti della Carità al Governo

Migranti: favorire l'affido temporaneo alle famiglie
L'idea è quella di consentire l'affido temporaneo dei migranti a quelle famiglie italiane che siano disposti ad accoglierli.
Questa proposta avanzata al Parlamento e al Governo parte da “Reti della Carità”, il circuito che raccoglie circa 40 associazioni ed altri soggetti impegnati nell’inclusione sociale e nella lotta alla povertà.
L’accoglienza è una risorsa che va sostenuta - sono le parole di Maria Grazia Guida, presidente dell’Associazione Amici Casa della Carità di Milano - non crediamo a una cultura assistenzialistica o di beneficenza, ma vogliamo lavorare per favorire i cambiamenti strutturali nel nostro Paese”.

Nell'incontro del 4 ottobre organizzato dalle Reti della Carità, la Guida, lancia la proposta alle istituzioni sul tema dell’accoglienza e sottolinea che “il primo intervento di emergenza è importante, ma dev’essere temporaneo e limitato nel tempo, l’attesa non può durare 2 anni”.
Questo è il punto sul quale marca il proprio intervento la Guida, il tempo prolungato di standby al quale sono oggi sottoposti i migranti che sbarcano nel nostro paese: “va modificata la legge – riprende - e in seguito alla prima emergenza bisogna prevedere una rete capillare di accoglienza, in piccoli gruppi e in famiglia”.

Questa è, nelle parole della presidente dell’Associazione Amici Casa della Carità di Milano, la richiesta del network Reti della Carità, precisando che “tale affido temporaneo non dovrebbe comportare alcun pagamento o rimborso spese, essendo l’impegno delle famiglie espressione di una cultura della carità e dell’ospitalità all’insegna della gratuità”.
Allo Stato, attraverso Regioni, Comuni e Prefetture, il compito di selezionare le famiglie affidatarie e i migranti da accogliere. “L’idea – spiegano gli aderenti alla proposta – è attivare un nuovo canale di accoglienza e di integrazione che esca dalla logica emergenziale, specie per quei profughi non orientati a trasferirsi in altri Paesi e per i soggetti più deboli, vale a dire donne in stato di gravidanza, madri con figli, minori non accompagnati”.
E solo questi ultimi, oggi, sommano oltre le 20mila unità.

Oltre ad essere un buon deterrente alla dispersione e all'abbandono di questo flusso di persone che fuggono da fame, guerre, povertà, potrebbe porre la parola fine a quella stupida umanità che al problema migranti risponde con la frase che meglio rappresenta il proprio QI "prendili a casa tua".

© Roberto Roby Rossi

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