mercoledì 18 luglio 2018
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Come funziona il sistema elettorale americano

il Presidente non viene eletto dai cittadini ma da 538 “grandi elettori”

Come funziona il sistema elettorale americano
Il sistema elettorale americano ha una struttura piuttosto complessa, dovuta in parte alla forma federale dello stato e per capirlo è necessario conoscere l’Ordinamento e l’assetto politico del Paese.
Gli Stati Uniti d’America sono una Repubblica presidenziale federale composta da 50 Stati e da 1 distretto, il Distretto della Columbia. Washington è la capitale federale, in cui si svolgono funzioni pubbliche su due livelli, federale e statale. Le competenze delle funzioni federali e statali sono stabilite dalla Costituzione.
Il Presidente degli Stati Uniti non è solo il capo dello Stato, a livello federale esercita il Potere esecutivo, mentre il Potere legislativo è affidato alle due Camere del Congresso (Camera dei Rappresentanti e Senato).
I requisiti previsti dalla Costituzione per poter proporre la propria candidatura come Presidente sono tre: avere compiuto almeno 35 anni di età, essere cittadino americano per nascita, risiedere negli USA da almeno 14 anni.
Il diritto di voto spetta a tutti i cittadini che abbiano compiuto i 18 anni di età e che siano iscritti alle liste “elettorali”.
Il sistema elettorale è indiretto ovvero il Presidente non viene eletto dai cittadini ma da 538 “grandi elettori” riuniti a Washington. Il numero dei “grandi elettori” eletti su base statale, è pari alla somma dei deputati e dei senatori di ogni Stato. I cittadini esprimono la propria preferenza per un candidato, ma in realtà non viene eletta la persona singola ma il gruppo di “grandi elettori” ad essa associato. Per i voti popolari (voti dei cittadini) non viene fatto un conteggio generale, ma singolo, Stato per Stato, con un sistema maggioritario secco chiamato ‘winnertakes all‘.
Il candidato che ha più voti, anche solo uno in più rispetto agli altri contendenti, prende tutti i grandi elettori di quello Stato. Fanno eccezione lo Stato del Maine e del Nebraska, suddivisi in collegi elettorali con sistema proporzionale.
Il candidato che riesce a far eleggere almeno 270 “grandi elettori” và alla Casa Bianca. I “grandi elettori” in via teorica dovrebbero votare per il candidato a cui sono associati. Ogni Stato ha diritto ad avere due “grandi elettori” più altri, tanti quanti sono il numero dei deputati mandati alla Camera dei Rappresentanti. Il numero dei rappresentati della Camera dei Deputati varia a seconda della popolazione, più lo Stato è grande più ha rappresentanti.
Se nessun candidato alla carica di Presidente raggiunge il quorum, la decisione finale viene presa dalla Camera dei Rappresentanti, che sceglierà fra i primi tre candidati che hanno raggiunto il maggior numero di voti. Secondo questo sistema elettorale il candidato vincente potrebbe non essere il favorito dalla maggioranza degli elettori che ha espresso il voto.
Un caso di riferimento è avvenuto nelle elezioni del 2000. Al Gore, candidato democratico, ebbe mezzo milione di voti in più rispetto a George W. Bush (partito repubblicano), i voti del candidato repubblicano erano però distribuiti in maniera più omogenea nei vari Stati, di conseguenza il numero dei grandi elettori vinti dai democratici furono inferiori.

©Roberto Roby Rossi

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