lunedì 22 ottobre 2018

Qualche trucco per un Travel Storytelling di successo

fossimo meno esterofili lo chiameremmo "raccontare un viaggio"

Qualche trucco per un Travel Storytelling di successo
Proviamo a tornare bambini e ricordiamoci di quando i nostri genitori, pronti a rimboccarci le coperte e a spegnere la luce, aspettavano la nostra immancabile richiesta: mi racconti una storia? 
Vero, non tutti abbiamo avuto la fortuna di vivere questi piccoli grandi momenti, ma tutti sappiamo bene quanto della nostra formazione, della nostra personalità, del nostro essere diventati adulti, passa attraverso queste storie. Le  storie (anche quelle non raccontate) sono il motore di ciò che siamo e di ciò che saremo. Sono “ricordi” se parlano del nostro passato, sono “desideri” se invece parlano del nostro futuro, ma sono sempre le storie quelle che circondano la nostra vita, la nostra quotidianità. 
Con le nuove forme e strumenti di comunicazione il web è diventato luogo dove raccontare storie di ogni genere, in molti casi di Viaggio. Da qui nascono blog, siti web e profili social che possono diventare mestiere, lavoro, economia.  Ma come raccontare un viaggio perchè il racconto stesso non diventi uno sterile elenco di luoghi e cose viste, incapace di imprimere emozioni sul nostro lettore/ascoltatore e di annoiarlo fino a portarlo ad una situazione di non ascolto e di non lettura? 
Propongo 4 punti sui quali riflettere e, se poi ritenete, da seguire nei vostri storytellingops, nei vostri racconti di viaggio

1) Emoziona con l’esperienza vissuta sulla pelle
Lo storytelling è scovare tra le pieghe delle cose, raccontare i sentimenti provati, le sensazioni che hanno pervaso i sensi. Il travel storytelling è pieno di queste cose se noi, per primi, le abbiamo saputo cogliere. Ed è come le abbiamo colte, come ci hanno pervaso i nostri sentimenti che le dobbiamo raccontare. Nell’insieme di questo sta la forza del nostro racconto, negli occhi che hanno visto e nelle orecchie che hanno sentito, nei profumi e nei sapori che hanno colpito il nostro olfatto, su quanto la nostra pelle ha percepito. Non limitiamoci a raccontare le cose, facciamo parlare l’emozione provate nel vederle, nell’averle vissute.  

2) Non parlare solo delle cose, parla anche delle persone
Il travel storytelling più centrato è quello che parla dell’aspetto umano del viaggio. Per questo motivo scegliamo di raccontare i luoghi attraverso le persone, quelle che abbiamo incontrato e conosciuto, ma anche quelle con le quali abbiamo solo condiviso uno sguardo, un saluto casuale, una fila per entrare in una chiesa, in un monumento, persone nelle quali per un momento qualunque, per un qualunque motivo, ci siamo imbattute. Sono anche loro la nostra memoria, quella che ci lega ad una visita, ad una cena, ad uno spettacolo, sono loro quella "cosa in più" che personalizza il nostro viaggio. Ed il racconto attraverso queste figure assume un interesse diverso, più vivo, più dinamico, capace di una trama in cui i lettori rivivono ciò che chi racconta ha vissuto sulla pelle.

3) Tutto è stato già detto, già scritto… come rendere unico un racconto? 
Uno dei crucci che pervade ogni racconto di uno storyteller è che già altri mille prima hanno raccontato di questa città, di questo sito storico, di questa antico borgo. Tutto il dicibile è già stato detto, il raccontabile raccontato. Questa è una paura che frena, che ingigantisce il problema. Ma il problema c’è. Quindi quale è la soluzione? Anche la soluzione c’è, e  sta nello stile del racconto. Lo storytelling deve essere personalizzato, deve uscire dall’animo, non dai libri o da wikipedia. Non importa al lettore la data di costruzione di un edificio, l’esatta sua posizione o gli orari di apertura per la visita. O meglio, interessano, ma vengono dopo, molto dopo. Prima il lettore è trasportato dall’entusiasmo che traspare dal racconto, dagli aneddoti e dalle curiosità che sono quelle personali, quindi uniche. Fai vedere loro attraverso i tuoi occhi, il tuo cuore, ciò che hai visto e ciò che ti ha emozionato. In questo modo il tuo viaggio, il tuo storytelling sarà solo il Tuo. E il lettore vivrà questo, il racconto del tuo viaggio, delle tue emozioni.

4) Trasferite le suspence che vivete voi in attesa del prossimo viaggio
Ogni storytelling è una parte di una storia che ha un prima e un dopo. Chi vi segue nei vostri racconti di viaggio si attende storie nuove di nuovi luoghi. A voi tocca il compito di non disattenderli, anzi di essere sempre con loro, non solo nei luoghi più remoti ed attrattivi dell’immaginario, ma anche nelle piccole e brevi esperienze, fatte di week end magari a pochi chilometri da voi. Non è tanto importante la meta, quanto l’enfasi nel raccontarla, quanto la frequenza nell’esserci, senza incappare in lunghi vuoti di presenza. Una volta terminato il viaggio createne il racconto, fate il vostro travel storytelling e date appuntamento alla puntata successiva come ci fossero puntini di sospensione… per lasciare il vostro lettore in attesa della prossima storia da regalare...

©Roberto Roby Rossi

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