martedì 29 settembre 2020

Alice Village dove vivono 32 bambini orfani

Ritorno là, dove c’è una parte di me

Alice Village dove vivono 32 bambini orfani
Ritorno là, laddove c’è una parte di me. Mi fermerò un mese come volontario di una giovane associazione umanitaria, la Twins International che a maggio ha inaugurato una struttura in Kenia. Sarò lì, insieme ad una trentina di bambini orfani raccolti dalle strade di Nairobi.
Con me parte Nicolò Vignola, un amico ormai, conosciuto lo scorso anno in occasione dell’esperienza che abbiamo condiviso in Uganda con Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo. Con lui abbiamo, in seguito, dato corpo alla mostra fotografica itinerante “Tutti i colori del nero”, il cui ricavato andrà a favore dell’associazione per la riattivazione di pozzi in Karamoja (Uganda).
Torniamo insieme in Africa, là dove c’è tanto da fare, a dare un contributo per la crescita di questa nuova struttura di Twins International che dista una trentina di chilometri da Nairobi. Faremo tappa qualche giorno proprio in capitale, una città di circa tre milioni di abitanti, la quarta città per pericolosità al mondo.
Poi raggiungeremo l’Alice Village, questa casa appena costruita, dove i bambini sono appena arrivati. I volontari (sono circa una decina che la struttura può ospitare) sono impegnati per migliorare gli spazi adibiti ai bambini e per l’organizzazione di attività formative, ricreative ed educative.
Uno specifico progetto, ancora in fase embrionale, è invece dedicato al giornalismo e si tratta di un’attività che porta negli slum ad intervistare le famiglie per produrre una documentazione che ha lo scopo di informare sulle condizioni di vita nelle baraccopoli. Inoltre si raccoglieranno tutte le informazioni utili per tracciare un profilo della realtà locale, per registrare lo stato di avanzamento dei lavori e le condizioni generali.
Questo sarà il mio compito, un progetto pilota che condividerò con Nicolò. Nell’occasione realizzerò un reportage, intervistando gente del luogo, altri volontari e missionari, parlando della situazione dentro al quale versa quel popolo. Scriverò un diario di viaggio per raccontare, giorno per giorno, l’esperienza e le impressioni vissute, i sentimenti e le sensazioni provate, attraverso articoli ed immagini fotografiche che Libertà pubblicherà per i suoi lettori.
E’ questione di poche ore poi mi ricongiungerò con l’altra mia metà, l’Africa. Guarderò in cielo, allungherò una mano, lui la stringerà.
La mano di mio padre, lui che mi ha insegnato che l’Africa è l’altra tua metà.

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